Accordo quadro per segnaletica verticale. Ricorsi in arrivo?

Lo scorso 20 giugno sono terminate le operazioni di gara relative ad un accordo quadro quadriennale per l’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria della segnaletica verticale, come il solito da concludersi con unico operatore.

La stazione appaltante, manco a dirlo, é sempre l’ANAS che, incurante dei richiami ministeriali, sembra tirare dritto per la propria strada avviandosi ad aggiudicare, così, la prima delle cinque procedure di appalto pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale di circa un anno fa (03 ottobre 2016): cinque bandi di gara grazie ai quali verrà riservata, a pochissimi e fortunatissimi operatori economici, l’astronomica cifra di 71 milioni di euro.

Un manipolo di imprese che monopolizzerà per quattro lunghi anni il mercato della segnaletica stradale verticale sulle tratte statali di tutta la penisola penisola italiana e che, oltre ad  impoverire per sempre i requisiti dei propri concorrenti, si spera almeno, non farà massiccio ricorso al subappalto o alle altre solite forme di sub-affidamento all’italiana (noli a caldo, noli a freddo, fornitura e posa in opera, cottimo, etc. etc.).  

Alcuni nostri lettori ci hanno segnalato l’avvenuta pubblicazione degli atti di gara e, in verità, (dopo una difficilissima loro individuazione nei meandri del nuovo sito istituzionale, dove in aperto contrasto con il principio della trasparenza, le informazioni della procedura non risultano stranamente raccolte in modo coerente ed organico) abbiamo potuto prendere nota solo dell’ultimo dei verbali redatti dalla commissione e dei curriculum commissari.

Null’altro. Nessun verbale delle ulteriori sedute pubbliche e nessuna informazione circa l’effettiva esperienza dei componenti della commissione giudicatrice (della quale comunque non dubitiamo) “nello specifico settore cui afferisce il contratto” – ossia quello della segnaletica verticale – che l’art.77 del Codice dei contratti imporrebbe quale requisito qualificante e di cui neppure il provvedimento di nomina sembra dar conto.

Ma non è questo il punto che ci interessa.

Sembra, infatti, che siano in fase di predisposizione diversi ricorsi amministrativi avverso l’imminente aggiudicazione per una serie di plurimi ed evidenti profili di illegittimità della procedura e che, ben presto, le care vecchie carte bollate prenderanno il posto delle comunicazioni on-line della moderna procedura telematica.

Alcuni operatori economici si sono già dichiarati pronti a tutelare i propri interessi dinanzi al Giudice Amministrativo anche per l’insostenibile misura dei ribassi proposti mentre altri asseriscono di voler mirare, perfino, all’annullamento dell’intera procedura per l’assoluta indeterminatezza dell’oggetto dell’appalto. Tanto più dopo la recente nota Ministero delle Infrastrutture che, senza troppi riguardi, ha solennemente bocciato il modus operandi di Via Monzambano.

AppaltiLeaks darà conto degli sviluppi della vicenda e, se del caso, dei ricorsi effettivamente presentati.

Comunque vada, speriamo che il Responsabile del Procedimento trovi il tempo di farci sapere come possano mai ritenersi serie ed affidabili offerte che sfiorano il 60% di ribasso e perché, quindi, il suo Presidente sbagliava quando avrebbe affermato (vedi qui, ad esempio) che “il meccanismo degli appalti con il massimo ribasso è alla radice dei tanti mali del patrimonio opere pubbliche italiane. Quando se ne vogliono fare tante con poco denaro, è impossibile farle tutte a regola d’arte”.

Tanto più che l’appalto di cui discutiamo sarà aggiudicato con il metodo dell’offerta economicamente vantaggiosa ma solo all’apparenza: il peso per l’offerta economica è stato, infatti, “incredibilmente” innalzato all’80% (quando invece oggi la normativa fissa il limite invalicabile del 20%) ed è stata perfino esclusa una doverosa riparametrazione dei pochi punteggi attribuibili all’offerta tecnica.

Prova ne è che prime in graduatoria sono risultate, in tutti e cinque i lotti della gara, quelle imprese che hanno “sparato” i ribassi maggiori …

Alla prossima puntata.

29 giugno 2017

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